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  • Bruno Manca Scrittore [Storie di Tutti i Giorni]: un mestiere fatto di lettura, ascolto ed editing, andando all’essenza

    Bruno Manca Scrittore [Storie di Tutti i Giorni]: un mestiere fatto di lettura, ascolto ed editing, andando all’essenza

    Non ricordo l’esatto momento in cui ho deciso di avviare questa idea, fatto sta che dopo averlo chiamato e avergli proposto l’intervista un po’ mi sono spaventata!

    Diciamo che l’idea è nata da un bisogno profondo di esprimermi in una nuova forma, che potesse spostare anche i miei confini.


    Forse sarebbe stato più semplice per me ricominciare a scrivere post di contenuti “ad alto valore”, pensati per chi cerca lavoro. Eppure una voce dentro di me, forse l’essenza, forse la Maestra Interiore, continuava a dirmi che quella della scrittura non era più, del tutto, e comunque non più la mia unica strada. Che potevo osare, andare un po’ più in là e farlo con piacere e divertimento.

    Durante il mio lavoro – che sia di counseling, training, orientamento o respiro consapevole io ascolto le persone e le loro storie personali o professionali, dipende dal contesto


    E a me piace ascoltare le persone, l’ho sempre fatto fin da bambina e l’ho portato in tutti i lavori che ho svolto

    Appena l’ho chiesto, Bruno ha accettato! Inizialmente pensavo di fare una diretta su Instagram, ma le nuove regole non consentivano al mio profilo di concretizzarla.

    Devo dire che fare la mia prima diretta e la mia prima intervista nello stesso momento era davvero troppo per me!

    Volevo che l’intervista avesse un’atmosfera intima almeno durante il suo svolgimento e ho pensato di registrarla prima.

    Dopo la registrazione ci siamo sentiti ed eravamo entusiasti!

    Così ecco una sintesi dell’intervista che trovate sul mio nuovo canale YT e anche su Spotify

    Scrivere non è soltanto mettere parole una dopo l’altra. C’è molto di più.

    Nell’intervista a Bruno Manca emerge con chiarezza che la scrittura è un mestiere vero, fatto di disciplina, costanza, osservazione, ascolto e continua ricerca.

    Se fatto bene richiede “serietà”, ma anche gioia perché per chi scrive ogni storia è una forma di contro con il mondo e con se stessi.

    Fin da adolescente, i libri sono stati una presenza costante nella sua vita: in casa era circondato da volumi di ogni tipo, fumetti, romanzi, enciclopedie.

    La lettura è stato il suo primo amore (e lo è tuttora!), il primo spazio di immaginazione, e solo in un secondo momento si è trasformata in un vero bisogno di scrivere.

    All’inizio, racconta, scriveva con timidezza e con un certo pudore. Poi, poco alla volta, ha preso fiducia, ha iniziato a mostrare i suoi testi (portandoli anche a Verona prendendo un treno… quando non c’erano le email!!), a ricevere riscontri, a confrontarsi con il giudizio degli altri.

    In questo percorso, le figure che lo hanno accompagnato sono state fondamentali: insegnanti, lettrici attente, persone adulte capaci di riconoscere il suo talento e di spronarlo a non fermarsi, anche una vicina di casa!

    Soprattutto donne.

    Fondamentale è stato l’incontro con Ida Omboni Ida Omboni – Wikipedia editor di Mondadori, Rizzoli ed Einaudi, traduttrice di Wilde, Christie e Dylan Thomas.

    Un altro punto centrale dell’intervista riguarda il modo in cui Bruno definisce il mestiere dello scrittore oggi.

    Per lui scrivere resta una vocazione importante, e anche un lavoro sempre più difficile da praticare in modo esclusivo. Non lo nasconde: per mantenersi svolge un altro lavoro, perché con la scrittura, al momento, dice non si campa ancora”.

    Questa affermazione mi ha colpito e mi ha fatto pensare invece che di recente l’Irlanda ha introdotto il programma Basic Income for the Arts (BIA), un sussidio di base permanente per i lavoratori del settore creativo. La misura prevede l’erogazione di 325 euro a settimana (circa 1.300 euro al mese) a circa 2.000 artisti e operatori culturali selezionati. L’obiettivo di questo sostegno è quello di offrire stabilità finanziaria, tutelare i creativi dalla precarietà e permettere loro di concentrarsi sulla produzione artistica senza dover ricorrere costantemente a secondi lavori.

    “Nato come progetto pilota, il piano assume una valenza permanente nel 2026, nel tentativo di alleviare l’insicurezza finanziaria nel settore artistico-culturale.

    In Irlanda insomma avrebbe un sostegno al reddito in quanto artista” – Arttribune.com In Irlanda il reddito di base per gli artisti diventa permanente | Artribune

    La sua onestà non toglie valore alla scrittura, anzi la rende ancora più concreta e vera.

    Ci ricorda che molte attività creative vivono in equilibrio tra passione e necessità economica, e che il tempo dedicato alla scrittura spesso si conquista con fatica, nei ritagli della giornata o nelle ore più silenziose.

    La sua routine lo conferma. Bruno scrive di sera, sugli autobus, durante il fine settimana.

    In quegli spazi temporali i personaggi prendono forma, quasi diventano presenze reali che lo accompagnano mentre lavora. La scrittura, per lui, è un’esperienza immersiva, totale, quasi una dimensione parallela.

    Durante il giorno osserva, ascolta, legge; di notte trasforma tutto questo in narrazione.

    E’ proprio dall’osservazione della realtà che nascono molte delle sue idee.

    Bruno racconta che i suoi romanzi vengono spesso dall’attualità, dalle persone incontrate sui mezzi pubblici, dalle conversazioni ascoltate, dai dettagli della vita quotidiana.

    È la realtà, insomma, a diventare materia narrativa, mixata dalla sua creatività che si intreccia con la capacità di ascolto e con il suo sguardo vigile sul mondo.

    Spesso, dice, tutto parte da un titolo o da una suggestione iniziale.

    L’idea prende forma come una bozza mentale, poi viene lavorata, riscritta, affinata.

    La scrittura diventa così un processo di scultura: come un artista che parte dal blocco grezzo e toglie il superfluo fino a far emergere la figura nascosta, così lo scrittore lavora per arrivare all’essenza del testo.

    In questo senso, l’editing non è una fase accessoria per lui, ma uno dei momenti più importanti e anche più divertenti del lavoro (sarà che ha fatto anche l’Editor…)

    Saper tagliare, eliminare, semplificare e andare all’essenza è per Bruno una forma di intelligenza e di umiltà.

    Tra i temi più forti toccati nell’intervista c’è anche quello della violenza di genere, che ha ispirato il suo ultimo romanzo Forever.

    L’idea nasce da un sentimento di rabbia e di non voler stare in silenzio in quanto uomo.

    Bruno riflette sul fatto che la violenza contro le donne non si esprime solo nei casi estremi del femminicidio, ma anche nelle forme psicologiche, economiche, digitali e relazionali che spesso precedono o accompagnano le aggressioni più visibili.

    Il romanzo nasce quindi anche come presa di posizione civile, come tentativo di dare voce a un disagio collettivo e di raccontare il lato oscuro del controllo nelle relazioni.

    Un libro che dovrebbero leggere soprattutto gli uomini.

    In Forever, l’intelligenza artificiale entra nella narrazione come elemento simbolico e narrativo, legato all’idea del “per sempre” contenuta nel matrimonio e nelle relazioni di coppia.

    Ma quel “per sempre” può essere anche una trappola, un modo di annullare l’altro, di trasformare l’amore in possesso.

    Il libro diventa così un’occasione per riflettere sulla fragilità delle relazioni, sul bisogno di controllo, sull’incapacità di accettare la separazione e l’autonomia dell’altra persona.

    L’intervista parla anche di premi, riconoscimenti e pubblicazioni.

    Bruno racconta con semplicità alcuni momenti importanti del suo percorso, ricordando come ogni traguardo sia arrivato dopo lavoro, tenacia e fiducia.

    Il senso profondo del suo racconto non sta nei premi in sé:

    sta nella continuità di una passione che non si interrompe, nonostante le difficoltà del mercato editoriale, i rifiuti, i dubbi e le rinunce.

    Scrivere, per lui, significa continuare a provarci, migliorare, ascoltare i suggerimenti, imparare dalle critiche e restare fedeli alla propria voce.

    C’è infine un elemento che attraversa tutta l’intervista e che la rende particolarmente viva:

    la dimensione umana della scrittura.

    Bruno non parla solo di libri, ma di incontri, relazioni, maestri, letture, errori, lavoro quotidiano, solitudine creativa e responsabilità civile.

    La sua storia dimostra che scrivere non è un gesto isolato, ma un processo che nasce dentro la vita, la attraversa e la restituisce in forma di racconto.

    Questa intervista, in fondo, ci ricorda che dietro ogni autore, autrice c’è una biografia fatta di lavoro, studio, ascolto e coraggio.

    E ci invita a guardare la scrittura non come un talento astratto, ma come un mestiere che si costruisce giorno dopo giorno, con serietà e passione.

    Parliamo anche di talento, di come “fare il lavoro che piace” non avviene tutto così improvvisamente, che ci vuole impegno (e talvolta sacrificio nell’accezione positiva del termine), che non tutti i percorsi sono lineari e che va bene così!

    Il senso di queste interviste è anche questo: dare input e feedback concreti sul lavoro, sulla realtà, sulle esplorazioni possibili e anche sulle difficoltà.

    Perchè come dice Bruno nell’intervista “se chiedi la pioggia, devi mettere in conto anche il fango”

    Se vuoi fare lo scrittore, la scrittrice, ascolta l’intervista e vai a trovarlo domenica a Roma il 21 giugno 2026 c/o la libreria Mondadori Appia

    Se vuoi contattare Bruno Manca: Profilo Facebook

    Alcuni libri di Bruno Manca

    Forever – BESA MUCI Editore

    Bruno Manca – A che distanza è il cielo — TEA Libri

    Se vuoi partecipare a Storie di Tutti i Giorni: scrivimi un messaggio a welcome@annamariaricci.eu (tuo ruolo, descrizione max 30 parole, modalità di contatto)

    A presto!

    Anna Maria

  • Sono tornata: un nuovo ciclo di interviste a modo mio “Storie di Tutti i Giorni”

    Sono tornata: un nuovo ciclo di interviste a modo mio “Storie di Tutti i Giorni”

    Ciao

    Da quando il mio sito e blog sono online, il tempo per scrivere contenuti è stato davvero poco. Il lavoro che svolgo mi sta regalando molte soddisfazioni e, negli ultimi mesi, sono stata coinvolta in tanti progetti che hanno assorbito gran parte delle mie energie, in modo bello e intenso.

    Tra questi ci sono Talenti in Azione, i P.E.Z. Percorsi Educativi Zonali presso l’Istituto Marchi Forti di Pescia e Monsummano, il Training in Problem Solving per un’azienda di Lucca, i corsi di formazione GOL dedicati a CV e Best Practice, oltre ad attività di orientamento individuale e di gruppo per percorsi professionalizzanti nei settori ristorazioneturismo e ambito industriale e civile. In questo percorso sono entrata anche nel mondo degli IFTS e ITS, un contesto ricco di stimoli e possibilità.

    A questo si aggiunge il lavoro che svolgo una volta alla settimana presso il Centro per l’Impiego, nell’ambito del progetto FAMI WE IN Toscana, dove accompagno persone provenienti da Paesi terzi nel loro percorso di inserimento nel mondo del lavoro. E, naturalmente, ci sono anche i miei clienti privati, sia online sia in presenza, oltre al gruppo “Respiriamo” che facilito tre giovedì al mese presso lo Spazio Cuore di Pisa.

    E lo studio…genealogia e psicogenealogia, la mia visita in Svezia con Academia grazie a SKillon_it e Euroguidance Network, di cui scriverò un nuovo post a breve.

    Insomma, in questo periodo scrivere contenuti è rimasto un po’ sullo sfondo.

    Ma proprio da questo silenzio è nata in me la voglia di trovare un modo nuovo, autentico e vicino alle persone per restare in contatto con voi e continuare a portare valore.

    Così è nata l’idea di avviare una prima serie di interviste dedicate a persone che lavorano, cercano lavoro o stanno attraversando un momento di passaggio professionale.

    Le interviste si chiamano “Storie di Tutti i Giorni”

    Nel mio percorso di libera professionista nell’orientamento, nella formazione e nella crescita personale ho imparato che le storie più preziose sono spesso quelle della vita quotidiana: storie vere, semplici, ricche di esperienza, che ascolto ogni giorno con attenzione.

    Per me, “interviste a modo mio” significa proprio questo: un approccio autentico, fatto di persone reali che raccontano esperienze vere, di tutti i giorni, e di me che ascolto.

    Ogni conversazione diventa un’occasione per comprendere meglio le sfide, le ambizioni e i percorsi di vita e professionali di chi incontriamo lungo il cammino.

    Dietro ogni curriculum vitae c’è infatti una persona, con una storia unica da cui, a volte, possiamo trarre ispirazione.

    “A modo mio” significa anche dare valore al talento umano attraverso l’ascolto attivo e uno storytelling sincero e rispettoso.

    Le interviste sono aperte anche a chi è in cerca di lavoro: in questo caso, sempre a modo mio, è prevista una breve pre-intervista per conoscere meglio la persona e accoglierne il percorso nel modo più giusto.

    Ad aprire le danze di questo progetto è Bruno Manca, scrittore, amico ed ex collega di lunga data.

    Puoi trovare l’intervista sul mio nuovo canale YouTube e su Spotify. E se non sei amante dei video né dei podcast, aspetta il mio prossimo post: farò un riassunto dell’intervista per chi preferisce leggere.

    Se vuoi partecipare, scrivimi a welcome@annamariaricci.eu, indicando nome, professione e una breve descrizione di massimo 30 parole.

    A presto!

    Anna Maria

  • Rinascere professionalmente

    Rinascere professionalmente

    Questa è la storia di come si può tornare a lavorare anche dopo oltre 5 anni di assenza dal mondo del lavoro, ottenendo risultati concreti in tempi rapidi, con impegno e strategia.

    Chi mi segue da tempo sa che parlo spesso di come sia possibile “rinascere” anche dopo una delusione lavorativa e di quanto sia importante ascoltarsi e imparare dagli errori.
    Oggi pomeriggio voglio prendermi il tempo per celebrare anche un grande successo.


    𝗩𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮 (nome di fantasia) ha fatto un dono bellissimo all’amica 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮 (altro nome di fantasia), regalandole un percorso con me.

    𝗟𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗮:

    – non lavorava da oltre 5 anni
    – laurea in materie giuridiche
    – trasferita da una città estera

    𝗘𝗰𝗰𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗼:

    ✅ Primo incontro online con me: lunedì 21 luglio 2025
    ✅ Inizio ricerca lavoro con invio CV già ottimizzato: 31 luglio 2025
    ✅ Primo colloquio con azienda [screening online]: 12 agosto 2025
    ✅ Secondo colloquio con azienda [in presenza]: 26 agosto 2025
    ✅ Firma contratto: 9 settembre 2025 (con trattativa telefonica)
    ✅ Ultimo incontro online con me: 9 settembre 2025

    𝗘𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗶𝘃𝗶:

    ➡️ velocità: avevamo tempi stretti, entro il 10 settembre Francesca doveva avere un contratto firmato
    ➡️ dedizione eccezionale, intuito e strategia: sia da parte mia sia di Francesca, che in tempi record ha redatto il proprio bilancio di competenze, un lavoro che ha dato subito i suoi frutti
    ➡️ lavoro di squadra: anche se eravamo in due, quindi eravamo una “coppia” rende l’idea che i successi nascono dall’impegno condiviso di chi lavora insieme al progetto professionale

    𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲:

    01. bilancio di competenze
    02. counseling
    03. ricostruzione professionale
    04. redazione di diverse versioni del CV in italiano e inglese
    05. job scouting
    06. ricerca attiva del lavoro
    07. autocandidature
    08. preparazione ai colloqui
    09. monitoraggio candidature inviate
    10. definizione e contrattazione della RAL
    11. supporto e massima cura delle interazioni tra Francesca e le aziende
    12. consulenza durante l’onboarding e il periodo di prova
    13. reperibilità tramite Whatsapp

    ➡️ Tutto questo si è sviluppato in 6 sessioni di orientamento e counseling (da fine luglio ai primi giorni di settembre).
    ➡️ Inoltre, per concludere il percorso, Francesca potrà utilizzare altre 4 sessioni quando ne avrà bisogno.

    🔆 Vorrei infine spendere alcune parole per Valentina: ancora oggi, se ci penso, il mio cuore si riempie di gioia; vedere tutta questa sorellanza non fa che bene.
    *
    Se ti senti pronta o pronto a ripartire o vuoi scoprire come posso accompagnarti nel tuo percorso, scrivimi. Non sei sola, non sei solo in questo cammino.

  • Il bilancio di competenze, il primo passo per cambiare lavoro con consapevolezza

    Il bilancio di competenze, il primo passo per cambiare lavoro con consapevolezza

    Quando ho dovuto cercare un nuovo lavoro per la prima volta, avevo da poco compiuto 40 anni.

    Il mercato del lavoro e le modalità di ricerca erano cambiate profondamente, ma non ero affatto preparata al menefreghismo di certi professionisti.

    Sentivo spesso frasi come “sei giovane, troverai un lavoro”, e se è vero che a 40 anni si è ancora giovani, la vera difficoltà era la solitudine e soprattutto il non sapere cosa volevo davvero fare.

    Avevo appena terminato la scuola di counseling, e avviare la professione di Counselor non era semplice 15 anni fa.

    Intorno a me, tutti si sentivano in diritto di darmi consigli, spesso non richiesti, e chi aveva già un impiego mi guardava con poca empatia.

    In quel contesto, molti consigli si focalizzavano esclusivamente sulla creazione del curriculum, con suggerimenti più o meno validi sul numero di pagine. Ma la cosa davvero cruciale in quella fase è stata fare un bilancio di competenze serio e profondo.

    Cos’è il bilancio di competenze

    • Il bilancio di competenze è un percorso personalizzato e strutturato che ti aiuta a mettere a fuoco capacità, conoscenze, attitudini e risorse personali, aumentando la consapevolezza per favorire uno sviluppo o un cambiamento professionale consapevole.
    • Non si tratta soltanto di incontri o di un documento, ma di un processo di analisi completo che mappa competenze tecniche e trasversali (soft skills), potenzialità, interessi, valori e tutto ciò che per te è importante nel lavoro.
    • Si parte da un’analisi dello stato attuale, chiamata AS IS (cosa sai già fare), per poi riflettere e definire le tue piste di progetto, assegnando a ciascuna una priorità. Il matching tra ciò che sai fare, ciò che desideri e ciò che cerca il mercato ti aiuta a scegliere dove investire energia e cosa sviluppare concretamente.

    I vantaggi del bilancio di competenze

    • Per le persone: ti permette di acquisire maggiore consapevolezza delle tue capacità e potenzialità, mettere ordine nelle esperienze, definire obiettivi chiari e costruire un progetto professionale realistico. È uno strumento prezioso in momenti di cambiamento, incertezza o dopo una pausa dal lavoro.
    • Per le aziende: il bilancio di competenze aiuta a identificare punti di forza e aree di miglioramento dei dipendenti, pianificare percorsi di formazione personalizzati, sviluppare il potenziale umano, ottimizzare la gestione delle risorse e favorire la motivazione e la produttività. Supporta anche la mobilità interna e la gestione flessibile delle carriere.
    • Per tutti: consente di riflettere sul proprio percorso, valorizzare le competenze acquisite, e prepararsi efficacemente alle sfide del mercato del lavoro in continua evoluzione.

    Scopri di più

    Se vuoi approfondire, ho scritto un post dedicato con 33 motivi per fare un bilancio di competenze coi fiocchi, che ti offrirà tanti spunti per intraprendere questo percorso con entusiasmo e consapevolezza:

    33 motivi per fare un bilancio di competenze coi fiocchi

    1Inoltre, se non hai ancora fatto un bilancio di competenze serio, ti invito a partecipare al mio webinar gratuito il 16 settembre 2025 alle ore 17:00.
    Per prenotarti, inserisci nome, cognome, email e richiedi il link al webinar qui: Anna Maria Ricci – Contatti

  • 33 motivi per fare un bilancio di competenze coi fiocchi

    33 motivi per fare un bilancio di competenze coi fiocchi

    Questo post è un pò per tutte le persone che non sanno cosa sia il bilancio di competenze o non ne hanno mai fatto uno e vogliono sapere a cosa serva. L’ho scritto pensando soprattutto alla generazione X, anche se in realtà ci sono motivazioni anche per la generazione Z e quindi….:

    • se sei confuso/a e incerto sul futuro, se vuoi essere consapevole delle tue risorse, punti di forza e aree di miglioramento
    • se vuoi fare chiarezza, prendere decisioni ponderate in merito al lavoro e non solo…
    • se vuoi riflettere sulla tua “carriera” o come la chiamo io sul tuo percorso professionale, passato e futuro non sai come andare avanti

    La definizione di ASNOR, associazione di categoria a cui sono iscritta con credenziale 1200 oramai dal 2023, è la seguente:

    “Il bilancio di competenze, nell’ambito dell’orientamento professionale, è uno strumento che serve a mappare le proprie conoscenze e abilità.

    L’obiettivo è conoscere sé stessi per imparare a muoversi nel mondo del lavoro, costruendo un proprio progetto formativo e di crescita. Un lavoro complesso ma molto utile, che si concretizza non in un semplice documento ma in un vero modello di analisi.”

    Questi i 33 motivi per cui prendere la decisione di farlo:

    01) come dice la parola stessa, fai un bilancio, quindi “vedi nero su bianco” quali sono le tue risorse, e quali risorse ti occorrono per arrivare al tuo obiettivo

    02) definisci chiaramente il tuo obiettivo professionale

    03) grazie al bilancio ti prendi del tempo per riflettere sulla tua vita

    04) metti in fila desideri, valori, esperienze formative e professionali

    05) fai il punto della situazione sulle tue esperienze

    06) ricostruisci le esperienze formative e professionali

    07) ti guardi da un’ottica sistemica

    08) questo “lavoro” ti può far svoltare la carriera

    09) prendi un impegno con te stesso/a perché lo scrivi nero su bianco

    10) sei seguito/a da una professionista del settore

    11) identifichi e distingui le competenze trasversali (soft skills) e quelle definite tecniche (hard skills)

    12) definisci punti di forza, che magari dai per scontato e aree di miglioramento

    13) grazie al punto 12 hai la consapevolezza della formazione che ti serve, se vuoi appunto migliorare quelle aree (niente è obbligatorio, ma esserne coscienti fa la differenza)

    14) grazie alla “visione sistemica” che acquisisci, aumenta la tua autostima professionale

    15) faciliti il cambiamento

    16) riduci l’ansia del cambiamento perché sei più consapevole del tuo valore professionale

    17) è molto indicato per tutti e tutte, anche per chi desidera fare il passo da dipendente a libero professionista e viceversa!

    18) grazie al bilancio di competenza il tuo curriculum vitae non sarà più lo stesso e ti renderai conto di come poterlo ottimizzare per ogni singola candidatura

    19) scrivi un progetto professionale concreto che poggia basi sicure, le tue…e non di altre persone

    20) ti prepari ai colloqui di selezione, perché nel bilancio di competenze rifletti su tutta la tua vita professionale

    21) diventi consapevole una volta per tutte della tua unicità

    22) valorizzi tutte le tue esperienze: hobby, passioni, volontariato

    23) aumenti la motivazione nei confronti del mondo del lavoro

    24) sviluppi un mindset di apprendimento continuo

    25) avrai un documento di base di 30 pagine, che se compilato correttamente può arrivare anche a 50! (non è un esempio inventato, è successo nella mia esperienza professionale) che rimarrà sempre con te e da cui potrai attingere anche in momenti futuri

    26) impari un “metodo” che puoi replicare anche da solo, una volta terminato il mini-percorso, soprattutto se si usa l’autovalutazione

    27) il beneficio nel farlo è anche che ti innamori nuovamente della tua immagine professionale (anche qui, parlo per cognizione di causa, è successo)

    28) puoi passare da “non valgo niente, non so fare niente” a “caspita non mi ricordavo di avere tutte queste capacità, competenze…”

    29) con il mio metodo puoi arrivare anche a sciogliere nodi e blocchi che ti aprono nuove strade lavorative

    30) previene situazioni di burnout…aiutandoti a riconoscere i fattori di stress magari legati ai tuoi valori più che alla composizione aziendale. Prevenire è meglio che curare

    31) facilita tutte le transizioni lavorative e formative: neoassunti, cambio di lavoro (dall’azienda A all’azienda Y), cambio di mansione, cambio verso la libera professione e viceversa

    32) è utile anche per la pianificazione della fine della tua “carriera” e il pensionamento attivo…

    33) per le aziende: utile per l’outplacement (ma quello fatto bene eh), in caso di fusioni, ristrutturazioni, cambiamento organizzativo interno.

    Per altre informazioni scrivimi qui nei commenti o via email welcome@annamariaricci.eu

    Anna Maria Ricci

  • Welcome!

    Welcome!

    Benvenuta, Benvenuto nel mio spazio online!

    Sono davvero contenta che tu sia qui.

    Credo nelle sincronicità più che nelle coincidenze, e questo sito è nato proprio per accompagnarti in un percorso di crescita personale e professionale, fatto su misura per te, sia che tu stia cercando di migliorare te stessa/o, sia che tu voglia crescere anche nel mondo del lavoro o in azienda.

    Mi chiamo Anna Maria Ricci e sono Counselor Professionista, esperta in crescita personale e professionale, Rebirther, Trainer, Orientatrice Professionale e Scolastica, Facilitatrice di respiro circolare consapevole e Mindfulness. Sono appassionata di genealogia e psicogenealogia.

    Lavoro sia con singole persone che con aziende, aiutandole a sviluppare talenti, migliorare l’ambiente di lavoro e raggiungere nuovi obiettivi.

    Qui troverai consigli pratici, riflessioni ispiratrici e strumenti semplici da mettere in pratica, per superare ostacoli, migliorare la tua autostima, sviluppare nuove competenze, trovare un equilibrio tra lavoro e vita o anche dare una bella spinta alla tua attività professionale o aziendale.

    Ti invito a esplorare i primi contenuti, a partecipare e a iniziare insieme questo viaggio di crescita e scoperta. Sono qui per aiutarti con passione e competenza, in ogni passo del cammino.

    Buona lettura, e se hai voglia commenta qui o scrivimi welcome@annamariaricci.eu

    Anna Maria Ricci

  • L’opportunità giusta può arrivare in ogni momento

    L’opportunità giusta può arrivare in ogni momento

    Molti pensano che agosto sia un mese “morto” per la ricerca di lavoro, ma la mia esperienza mi dice tutt’altro.
    Anzi, 🌞 proprio ad agosto si creano ottime opportunità per chi cerca una nuova posizione lavorativa.

    1️⃣ hai meno concorrenza: In molti si prendono una pausa, ma le aziende continuano a cercare profili da inserire il 1° settembre (sto facendo scouting ogni giorno in questa settimana e ne ho davvero molte prove)

    2️⃣ è probabile che i processi siano più veloci: con i team ridotti, le selezioni sono spesso più snelle e veloci

    3️⃣ non sottovaluti ogni strategia utile: essere attivi quando gli altri sono in vacanza ti fa risaltare agli occhi dei recruiter ed head hunter

    Quando lavoravo come Head Hunter non ho mai smesso di cercare talenti nemmeno nei mesi più caldi. Le aziende con esigenze urgenti portano avanti le selezioni e sono pronte a chiudere le assunzioni prima della ripresa autunnale 🍁.

  • Se mandi CV e nessuno ti chiama

    Se mandi CV e nessuno ti chiama

    Se mandi curriculum e nessuno ti chiama, significa che da qualche parte c’è un “blocco”, una ragione, una causa, o più motivi insieme.

    Ed è proprio questa la parte più importante del lavoro che svolgo con clienti e utenti…comprendere dove si trova…

    Basandomi sulla mia esperienza diretta, condivido alcune delle situazioni più comuni che ho incontrato:

    1️⃣ Il CV non ti rappresenta pienamente, anche se è bello e ben fatto [magari non funziona per candidarti, anche se quella versione può aiutarti a prendere coscienza di alcuni temi]

    2️⃣ Non hai chiaro dove vuoi andare e, soprattutto, perché desideri quel lavoro specifico.

    3️⃣ Sai dove vuoi andare, ma non ti permetti di riconoscerlo, così rimani bloccato.

    4️⃣ Pensi che ciò che vuoi fare sia fuori dalla tua portata, e quindi ti autosaboti.

    5️⃣ Non usi tutte le tecniche di ricerca attiva del lavoro disponibili.

    6️⃣ Usi tecniche di ricerca attiva non aggiornate o poco efficaci.

    7️⃣ Non cerchi alternative creative oltre all’invio del CV.

    8️⃣ Non ti candidi abbastanza per ruoli davvero in linea con il tuo profilo.

    9️⃣ Ti affidi solo all’invio del CV, senza altre strategie, anzi non hai neanche una strategia di ricerca.

    🔟 In realtà vorresti prenderti una pausa, ma non te lo dici.

    Ce ne sono altre, ogni persona ha motivazioni specifiche e personali, e riconoscerle è il primo passo per andare oltre e avanti.

  • Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno e dargli fiducia

    Il modo migliore per scoprire se ci si può fidare di qualcuno e dargli fiducia

    Una persona che si è affidata a me per il percorso GOL un giorno mi ha suggerito di scrivere un libro sulle mie esperienze al lavoro.
    Le ho risposto che ci avrei pensato…

    –> Era sfiduciata
    –> Stressata
    –> Arrabbiata
    –> Delusa
    –> Preoccupata

    Cosa ho fatto con lei?

    Quello che faccio con tutte le persone, anche se con ciascuna il mio approccio è diverso [e non lo dico tanto per dire, è davvero così]… cioè:

    – ho creato le condizioni di base affinchè ci fosse nuovamente fiducia nei servizi al lavoro e nel mondo del lavoro in generale 🤝
    – ho realizzato un CV che la rispecchiasse pienamente 📝[senza AI, ma con human touch]
    – ho insegnato come fare una ricerca attiva del lavoro degna d’essere definita tale 🔍
    – ho fatti Job Scouting insieme a lei.
    – ho gioito con lei 🎉

    Chissà, magari un giorno scriverò davvero quel libro.
    Ogni storia merita di essere raccontata, nel modo giusto.

  • La conciliazione con la libera professione

    La conciliazione con la libera professione

    Dopo due levatacce mattutine in due giorni differenti per accompagnare le mie figlie all’aeroporto, avrò a disposizione 7 giorni in cui posso dedicarmi completamente al mio lavoro.

    L’ultima volta è successo nel 2018, ben 7 anni fa!

    Ho scelto con forza la libera professione anche per loro, con una motivazione fortissima. Il passaggio da dipendente a libera professionista non è stato immediato per me.

    E’ una sfida giornaliera, fatta di confini da mettere con tutti: famiglia, collaborazioni….e me stessa.

    Quest’anno segna il mio 14° anno da libera professionista, più 23 da dipendente: 37 anni di onorato lavoro svolto con passione e impegno.

    Ridendo la scorsa settimana con una mia amica dicevamo che noi non andremo in pensione…sia perché la pressione fiscale è grande, sia perché amo il mio lavoro, perché dovrei smettere?
    Mi vedo già a lavorare all’estero…cosa che non ho potuto fare in questi ultimi 14 anni.

    Nel frattempo, come molte, non ho potuto usufruire di nessuno strumento di politiche di conciliazione, è tutto gravato sulle mie spalle e quelle di mio marito, e talvolta di mia suocera quando erano piccole.
    Gli strumenti esistenti sono prevalentemente dedicati alle lavoratrici dipendenti e, a mio parere, neanche quelli sono sufficienti.

    Allo stesso tempo, ho fatto esperienze e sviluppato strategie per non sentirmi un criceto nella ruota e come avviare la libera professione nel rispetto dei propri tempi e situazione personale. Ora offro queste soluzioni alle mie clienti. Sono convinta che tutto ciò che viviamo nella vita personale influenzi profondamente la sfera professionale (e viceversa).

    ⚖️  Sono molto interessata a ricevere condivisioni di come tu libera professionista vivi il tuo equilibrio tra lavoro e sfera personale…